Una lunga notte, con il 10 sulle spalle

Ciao, sono Marco e il calcio mi ha salvato la vita. Sto vivendo un sogno. Gioco in serie A con la maglia della mia squadra del cuore, la Juventus. Questa sera giochiamo una partita importantissima, contro il Real Madrid. Andiamo lì con un risultato sfavorevole. Abbiamo perso davanti al nostro pubblico 3-0, con un gran gol in rovesciata di Cristiano Ronaldo. Ho visto fare una cosa poco consona in Italia, tutti in piedi ad applaudire un avversario. Gli ho chiesto la maglia a fine partita e lui me l’ha data. Che giocatore pazzesco. Siamo chiamati ad un’impresa fuori da ogni concezione logica. Non sarà semplice.

Ciao, sono Marco. Ed è appena finita la partita. Prima di iniziare pensavo ad una cosa. La Champions League mi salverà la vita. Ma non abbiamo fatto l’impresa. Un micro errore è diventato gigantesco, abbiamo buttato nel cesso una partita fuori da ogni concezione logica. Nessuno ci sperava veramente. Eravamo dentro al match, dopo aver subito tre gol in casa. Ne avevamo fatti tre noi, ma non sono bastati. L’ha decisa di nuovo lui, Cristiano Ronaldo. Non ce l’ho fatta questa volta a chiedergli la maglia. Ma che giocatore. Pensavo davvero che il calcio potesse salvare la vita. Ma a volte gli intoppi ci sono anche nei sogni.

Ciao, sono Marco. E prima molto probabilmente era tutto un sogno. O forse no. Non ho mai giocato a calcio, tifo Juventus sin da bambino ma non sono mai stato così bravo. Sono cosciente ma ancora con gli occhi chiusi, capisco qualcosa, ma non ho la benché minima percezione di dove sono. Mi ricordo soltanto uno stupido incidente, ora non so più dove sono. Ho dormito a lungo, forse lo sto ancora facendo. Ho sentito in lontananza mio cugino che parlava di una semifinale tra Roma e Juventus. Ma non so davvero se fosse vero o meno. Come ha fatto la Roma a vincere contro il Barcellona? No, non può essere vero. È solo un sogno che dura troppo a lungo.

Le sensazioni sono stranissime, non so davvero cosa fare. Non vedo la mia famiglia da molto tempo. Ma forse è solo uno stupido sogno. Ritorno a pensare a quella coppa maledetta, che proprio non riusciamo a vincere. Non sono un tifoso sfegatato, ma spero di vederla alzare nuovamente. Questa volta spero proprio che la Champions League mi salvi la vita.

Ciao, sono Marco. E la mia vita è appesa ad un filo. Sono in un reparto di terapia intensiva e ciò che sento è davvero preoccupante. Non ho il coraggio di realizzare davvero cosa è successo. Non ho mai giocato a calcio, solo qualche partita così, per puro divertimento. Non so se potrò giocare ancora, la vita da oggi in poi sarà un po’ più dura. Spero che questa volta il calcio mi salvi davvero. E non sarà soltanto uno stupido sogno.